Antro della Strega

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Coraline e la porta magica

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Buonasera a tutti!

Oggi vi parlerò, come potete notare, di Coraline e la porta magica, film di animazione realizzato con la tecnica dello stop-motion e diretto da Henry Selick già regista si Nightmare Before Christmas, tratto dal racconto Coraline scritto da Neil Gaiman ed illustarto da Dave McKean.

Coraline è una bambina di 11 anni che si è appena trasferita, con i genitori in una nuova casa. Un giorno presa dalla  noia, e dalla poca attenzione dei genitori, comincia a contare le porte di casa, scoprendone una che non aveva mai visto…

Il film inizia in questo modo, con la curiosità che cresce mano a mano che il film procede, curiosità che sarà appagata fino in fondo. Di seguito vi metto la trama e la recensione di Coraline e la porta magica che ho trovato su My Movies:

Coraline ha undici anni e si è da poco trasferita con la sua famiglia in una nuova casa. Tutto è ancora da esplorare, ma i suoi genitori sono troppo occupati con il lavoro per dedicarsi a lei. La spediscono a giocare in giardino, le preparano al volo la cena quando è ora, la invitano a cavarsela da sola. È così che Coraline scopre una porticina che dà su un tunnel polveroso che porta ad un altro appartamento, in tutto simile al suo, dove vivono un’altra mamma e un altro papà, che altro non fanno che occuparsi di lei. Tutto è spettacolare e desiderabile, dall’altra parte del tunnel, se non fosse che le persone hanno strani bottoni cuciti al posto degli occhi.
È nata da un errore di battitura, Coraline. Neil Gaiman, il suo creatore, voleva scrivere Caroline, ma gli è scivolato il dito sulla tastiera e le lettere si sono scambiate di posto. Così Coraline è unica e a lei toccherà un’esperienza unica, nella quale i doppi e i ribaltamenti (non) si sprecano.
Avventura tinta d’orrore, Coraline, nelle mani di Henry Selick, si avvicina piacevolmente ai temi di
Nightmare before Christmas. Ancora, si tratta di un passaggio casuale in un altro mondo, là apparentemente distante e qui illusoriamente speculare, un mondo dove la morte s’impone per fascino sulla vita (i bottoni sugli occhi, come monete che propiziano il trapasso), con la sua lusinga della perfezione e della soddisfazione. Non a caso a fare da tramite è in qualche modo il personaggio di Wybie, estraneo al testo letterario ma imprescindibile in quello cinematografico di eco burtoniana, in quanto freak che si muove sul confine della vita, il cui diritto all’esistenza è stato messo in discussione da sempre e per sempre, inscritto nel suo stesso nome.
Prima volta della combinazione di animazione in stop motion e stereo 3D, Coraline parrebbe fatto per gli adulti anziché per i bambini e in un certo senso è così, perché sono i grandi che hanno di che spaventarsi maggiormente, dato che, non importa da quale delle due parti del tunnel si posizionino, non ci fanno una bella figura, sregolati nel dosaggio amoroso, spettatori congelati del pericolo, in attesa di venire salvati da una bambina.
Le avventure di Coraline, novella Alice, correttamente accompagnata da un gatto, richiamano grazie al 3D il sapore psichedelico del classico di Carrol ma sono bagnate da una pioggia grigia e costante, che dell’infanzia racconta la difficoltà e la solitudine, prima che la malizia o il gioco. La protagonista va avanti e indietro tra un mondo e l’altro ma non è la sua strada che sta cercando: tra animali imbalsamati e acrobati senza pubblico, isolata e immersa nella nebbia che tutto incupisce e tutto avvolge, a undici anni sta cercando soprattutto la vita; una buona ragione per essa
.”

Secondo me il film è riuscito bene, e parlo da persone che non ha letto il libro, e consiglio vivamente di andarlo a vedere, in particolar modo a chi piace il genere di Tim Burton.

http://www.youtube.com/watch?v=um5AryYV0Cc

Intanto vi metto il voto:

Voto: 9

E voi che ne pensate?

Alla prossima recensione…

La streghetta

 

 

 

 

 

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